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Il nostro progetto 2011/12: Affido, accoglienza ………………..tessere di un mosaico. 

L’origine e la motivazione del progetto, nasce dall’esigenza che il Gruppo Famiglie Aperte all’Accoglienza ha, di confermare l’importanza della solidarietà familiare nella società, affinché a nessun minore,a nessun bambino, sia negato il diritto di avere un padre, una madre, una famiglia che lo faccia sentire accolto, lo protegga, lo accudisca, lo curi, lo educhi, lo ami, favorendo una regolare crescita e un sano sviluppo psico-fisico.

 

Il nome del progetto è: Affido, accoglienza….tessere di un mosaico, è costituito da quattro principali obiettivi;

 

il primo obiettivo è dedicato alla sensibilizzazione, questa sera siamo qui per questo…………………nel territorio polesano le famiglie disponibili all’affido familiare non sono numericamente sufficienti, perciò riteniamo necessario sollecitare la crescita di una coscienza attiva verso queste particolari tematiche sociali, al fine di aumentare il numero delle famiglie disponibili all’accoglienza.

 

Il secondo obiettivo è la formazione delle famiglie che si aprono all’accoglienza, sia con incontri formativi tenuti da esperti, sia con incontri periodici di gruppo che si configurano come attività di auto-mutuo-aiuto.

Con questi primi due obiettivi, intendiamo allargare la base costituita dalle famiglie accoglienti nel senso più esteso del termine, in pratica, in quello che sembra un gioco di parole……famiglie aperte ad accogliere…….

ad accogliersi reciprocamente…….per costruire assieme progetti di accoglienza.

Il terzo obiettivo riguarda le famiglie già aderenti all’associazione che vivono esperienze di accoglienza di particolare impegno, le quali, pur vivendo ognuna situazioni diverse, hanno esigenze comuni che si possono così riassumere:

 

A) famiglie affidatarie con affidi impegnativi, le quali a volte vivono in contesti, dove manca un tessuto sociale che offra loro sostegno anche per i bisogni più semplici di un minore, soprattutto se al disagio sociale si sovrappone quello di patologie psico-fisiche.

 

B) Famiglie che si trovano a dover affrontare problemi per i quali la formazione e gli incontri col gruppo di sostegno delle famiglie affidatarie non è sufficiente…….ci vuole il supporto di specialisti particolarmente qualificati.

 

C) Queste famiglie hanno la necessità di una formazione qualificata costante, sia in merito a problematiche relative al rapporto GENITORI-FIGLI, sia in quelle relative al disagio SOCIO-FAMILIARE o in quelle relative ai minori portatori di HANDICAP.

 

Il quarto obiettivo, non ultimo per importanza, è quello di sostenere i minori in affido con interventi mirati di tipo pedagogico, scolastico, psicologico: inoltre, questo è molto importante per aiutarli ad affrontare meglio le loro difficoltà; attraverso un sistema ridotto, ma simile ai gruppi di auto-mutuo-aiuto, denominati: Gruppo di parola, verranno guidati da specialisti che li aiuteranno ad esporre le proprie difficoltà e a comprendere le proprie emozioni, nel tentativo di educarli: alla ricerca di un sé consapevole, alla condivisione, alla socialità.

 

 

 

 

 

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